{"id":17,"date":"2025-07-21T21:34:36","date_gmt":"2025-07-21T19:34:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cfb-brescia.org\/?page_id=17"},"modified":"2025-07-24T09:50:57","modified_gmt":"2025-07-24T07:50:57","slug":"la-numero-1","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/?page_id=17","title":{"rendered":"La &#8220;Numero 1&#8221;"},"content":{"rendered":"<h2>Il monumento alla locomotiva<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19\" src=\"http:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/cover.png\" alt=\"La Numero 1\" width=\"560\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/cover.png 560w, https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/cover-300x225.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Da pi\u00f9 di<strong> 50 anni<\/strong> il piazzale del Castello di Brescia ospita il primo esempio di monumento ferroviario in Italia: la locomotiva Numero 1 della Ferrovia Brescia-Edolo. In questa pagina presentiamo la storia di questa locomotiva raccontata dall&#8217;indimenticabile socio e amico <a href=\"http:\/\/www.cfb-brescia.org\/?page_id=33\">Mario Bicchierai<\/a>.<\/p>\n<h3>La storia della Numero Uno<\/h3>\n<p align=\"justify\">Il <strong>17 settembre 1961<\/strong> veniva inaugurato, sul piazzale del castello di Brescia, il primo Monumento alla locomotiva a vapore, ad opera dei soci del Club Fermodellistico Bresciano. Il mezzo prescelto fu la <strong>0-3-0<\/strong> numero 1 della Societ\u00e0 Nazionale Ferrovie e Tranvie (ora Ferrovie Nord Milano). Oggi la macchina ha pi\u00f9 di cento anni, di cui pi\u00f9 di cinquanta passati sui binari delle linee per Edolo e Cremona ed altrettanti a far bella mostra di s\u00e8 come monumento.<\/p>\n<p align=\"justify\">La locomotiva esposta faceva parte di un ordinativo di sette macchine a rodiggio 0-3-0 con distribuzione sistema Allan realizzata dalle Costruzioni Meccaniche di Saronno (all&#8217;epoca collegate alla ditta tedesca Kessler di Esslingen) con il numero di fabbrica <strong>284<\/strong> e consegnata alla SNFT sul finire del 1906, anche se i dati disponibili la danno come immatricolata, unitamente alle altre sei unit\u00e0, solo nel 1907. La locomotiva giunse nel momento in cui la Societ\u00e0 aveva appena inaugurato il tratto da Iseo sino a Breno e si apprestava a rilevare dalla Rete Adriatica (RA) il tratto Iseo-Brescia. Da qui l&#8217;esigenza di dotarsi di un parco trazione adeguato al servizio da svolgere, su una relazione piuttosto lunga e dalla difficile orografia. Le principali caratteristiche delle unit\u00e0 1-7 si possono cos\u00ec riassumere: motore a due cilindri gemelli orizzontali esterni a semplice espansione a vapore saturo, distribuzione Allan a cassetti semplici, <strong>potenza 220 kW<\/strong>. La lunghezza totale fuori respingenti era di <strong>9.068 mm<\/strong> con passo rigido di <strong>3.580 mm<\/strong> mentre il peso complessivo a pieno carico risultava essere di <strong>41.260 kg<\/strong>. Le scorte di carbone erano pari a <strong>3 t<\/strong> mentre quelle di acqua, i cui cassoni erano posti lateralmente alla caldaia, erano di <strong>2.000 litri<\/strong>. Per quanto riguarda quest&#8217;ultima segnaliamo che nel 1923, quella della numero 1 fu sostituita da una nuova interamente realizzata presso le Officine Meccaniche di Milano. Il peso aderente non era identico, causa il rodiggio Ct e il tipo di sospensione adottato, su tutte le ruote e variava dai 13.770 kg ai 13.840 kg. Il diametro delle ruote era di <strong>1.330 mm<\/strong> a nuovo, misura decisamente interessante per una loco-tender, che gi\u00e0 faceva intuire i servizi che le sarebbero stati affidati e poteva raggiungere una velocit\u00e0 massima di <strong>60 km\/h<\/strong>. Era dotata del freno rapido Westinghouse e quello a mano utilizzato per lo stazionamento. Completavano le apparecchiature la sabbiera con i tubi che agivano sul secondo asse e il fischio a vapore. Appena giunte ad Iseo furono subito destinate al traino dei convogli passeggeri pi\u00f9 importanti, coadiuvando le due automotrici a vapore gi\u00e0 presenti sulla linea, e dei pochi merci all&#8217;epoca effettuati. L&#8217;aumento del traffico e l&#8217;estendersi della rete fecero giungere al DL di Iseo nuove macchine per cui le nostre gruppo 1 furono esclusivamente dedicate al servizio passeggeri veloce.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il servizio della Nazionale era assai apprezzato e per conferma riportiamo qui un breve scritto tratto dal diario della famiglia Regazzoli all&#8217;anno 1909: <em>&#8220;&#8230; in tal giorno (8 agosto) partirono da Cedegolo col treno discendente delle 4,49 il Babbo, la Mamma, la Caterina&#8230;(omissisis)&#8230;si fermarono tutti fino alle 6 della sera, passando una splendida giornata; e poi, col treno ascendente a Cividate alle 7, fecero ritorno a Cedegolo dove arrivarono sani e contenti alle 8 di sera, grati a Dio dei tanti e tanti benefici accordati alla nostra famiglia e benedicenti alla ferrovia che ha reso cos\u00ec facile ed economico il mezzo di trovarsi a vicenda, e godersi un po&#8217; di pi\u00f9 di quello che si potesse fare prima&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-24\" src=\"http:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/cartolina_01.png\" alt=\"Cedegolo 1910\" width=\"480\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/cartolina_01.png 480w, https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/cartolina_01-300x190.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Cedegolo 1910: la numero 1 \u00e8 ripresa al traino di un convoglio misto per Iseo. (Da cartolina\/coll. C. Pedrazzini)<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Negli Anni Trenta erano le titolari di un servizio diretto Brescia-Iseo-Edolo classificato come accelerato 32 (tutti gli altri erano misti) che impiegava circa tre ore e dieci minuti per compiere l&#8217;intero tragitto con una composizione di sette o otto vetture a due assi tipo Af e ACf, rispetto alle quasi quattro ore dei misti. Superato senza grandi problemi il periodo del secondo conflitto mondiale, la vita della nostra macchina e delle consorelle, anche di altri gruppi, prosegu\u00ec senza particolari scossoni sino alla met\u00e0 degli anni Cinquanta quando, con l&#8217;arrivo dei mezzi Diesel i convogli loro affidati diminuirono sensibilmente. Relegate prima a servizi meno importanti e poi a quelli di manovra, sul finire del 1959 iniziarono gli accantonamenti. La numero 1 fu messa a riposo il giorno <strong>primo luglio 1961<\/strong>, dopo aver percorso qualcosa come <strong>2.500.000 chilometri<\/strong>. La sua sorte sembrava ormai segnata, ma il destino e la passione dei soci del Club Fermodellistico Bresciano avevano deciso diversamente. Il Club era sorto da pochi anni e aveva nella signorina Dada Bruneri il motore instancabile delle attivit\u00e0, che, unitamente agli altri soci si &#8220;buttarono&#8221; in una iniziativa, per il tempo, incredibile: salvare la numero 1. Grazie alla disponibilit\u00e0 della Nazionale nella persona del Presidente avv. Luigi Ottone, opportunamente sollecitato dal direttore dell&#8217;Esercizio di Iseo Ing. Zaquini, le cose iniziarono a muoversi. L&#8217;idea era quella di portare la macchina sul colle Cidneo ed inaugurarla in concomitanza con lo svolgimento di MOROP 1961 che si sarebbe svolto in settembre, proprio in Italia. Presi gli opportuni contatti con l&#8217;amministrazione comunale di Brescia e grazie alla sensibilit\u00e0 dell&#8217;allora Sindaco Bruno Boni, in men che non si dica le cose si avviarono, \u00e8 proprio il caso di dirlo, sul binario giusto. Per prima cosa vi fu la cessione formale della macchina dalla SNFT al Club avvenuta per la simbolica cifra di <strong>1 lira<\/strong> dopodich\u00e8 iniziarono le fasi progettuali del suo trasporto ed in particolar modo la salita al Colle. Qui venne in aiuto la pi\u00f9 nota ditta del tempo di trasporti eccezionali di Brescia: la Besenzoni. Il titolare, dopo gli opportuni sopralluoghi, decise che la cosa era fattibile a patto di poter togliere una parte del rosone della grata di ingresso del portone, la cui presenza ostacolava il passaggio del duomo della macchina. Questa, come tutto il complesso, era, ed \u00e8, sotto la tutela della Sovrintendenza delle Belle Arti, e al tempo la cosa voleva dire intoccabile. Il problema non era da poco, ma ancora una volta la volont\u00e0 della signorina Bruneri ebbe ragione delle pastoie burocratiche. Tramite il sen. Donati, ci si mise in contatto con il responsabile delle Belle Arti di Brescia, prof. Panazza, che al solo sentir parlare di toccare qualcosa del Castello, inorrid\u00ec.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26\" src=\"http:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/cartolina_02.png\" alt=\"Maggio 1960\" width=\"480\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/cartolina_02.png 480w, https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/cartolina_02-300x206.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><em>La numero 1 con un convoglio passeggeri transita al passaggio a livello della Mandolossa, diretta ad Iseo nel Maggio 1960, ormai a fine carriera. (Foto C. Pedrazzini).<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Vista per\u00f2 l&#8217;insistenza dei promotori, diede un tacito e mai scritto assenso a che si potesse toccare la grata. La notte prima del trasferimento un fabbro provvide a tagliare con la fiamma ossidrica alcuni bracci del rosone cos\u00ec che lo si potesse piegare verso l&#8217;alto per lasciar passare il duomo della macchina. Una volta passata, il tutto fu riportato nelle condizioni iniziali con una abbondante sporcatura delle nuove saldature che risultarono quasi invisibili. Il prof. Panazza effettu\u00f2 il sopralluogo dopo i lavori e tutti i presenti attendevano con ansia (a detta dei presenti molto palpabile) il responso. Osservata per bene la grata egli non solo approv\u00f2 ma fece anche i complimenti agli esecutori. Un sospiro liberatorio pervase tutti gli astanti. La macchina part\u00ec dallo Scalo Piccola Velocit\u00e0 di Brescia il <strong>7 settembre 1961<\/strong>. Caricata su un carrello per il trasporto dei carri, opportunamente modificato, trainato da due trattori stradali direttamente agli ordini del titolare dell&#8217;azienda commendator Besenzoni, con il supporto del pi\u00f9 anziano ed esperto conducente della ditta, Giovanni Ferrari, lo strano convoglio inizi\u00f2 la marcia da Via Dalmazia per proseguire in Via Cassala, Via Fratelli Ugoni, Via Leonardo da Vinci e la faticosa salita del Castello con le due strette curve che impegnarono non poco i conducenti dei trattori. La locomotiva era stata privata della cabina di guida, del fumaiolo, della cassa laterale destra dell&#8217;acqua e del complesso dei cilindri sempre sul lato destro cos\u00ec da agevolare i vari transiti e alleggerire il peso. Non ostante ci\u00f2 fu necessario puntellare il ponte di ingresso al Castello. Superata con non poca fatica la stretta curva che immette alla salita verso il piazzale a lei destinato, sotto un sole cocente la locomotiva giunse finalmente a destinazione. Sistemata su un piccolo tronchino con relativa massicciata, nei giorni seguenti furono riposizionati tutti i particolari asportati in precedenza e il giorno <strong>18 settembre<\/strong> ebbe luogo la solenne inaugurazione. Tenne il discorso ufficiale il Presidente della <a href=\"http:\/\/www.fimf.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">FIMF <\/a>Gino Bechi, alla presenza del prefetto di Brescia Cappellini, del sindaco Boni e del senatore Donati che tanta parte ebbero nel successo dell&#8217;iniziativa, del sovrintendente Panazza, del Presidente di <a href=\"http:\/\/www.morop.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">MOROP <\/a>Siegwart e del novantenne macchinista Negri che per decenni aveva amorevolmente condotto questa locomotiva, oltre naturalmente tutti i Soci del CFB ancora increduli di quanto realizzato.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"center\" valign=\"middle\" width=\"220\" height=\"260\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-28\" src=\"http:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/cartolina_03.png\" alt=\"Ingresso Cidneo\" width=\"209\" height=\"240\" \/><\/td>\n<td valign=\"middle\"><i>E&#8217; il momento pi\u00f9 delicato di tutto il trasporto. La numero 1 transita attraverso il secondo arco dell&#8217;ingresso al Colle Cidneo. Sotto il duomo si noti la griglia incriminata (vedi testo). (Foto Covatti)<\/i><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"right\" valign=\"middle\"><i>La locomotiva \u00e8 ormai passata. Il carrello della Besenzoni, con tutte le ruote girate al traino di uno dei due trattori si avvia a posizionare la macchina sul piazzale. Il personale che la circonda sembra quasi non credere a ci\u00f2 che si \u00e8 appena realizzato. (Foto Covatti)<\/i><\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"middle\" width=\"220\" height=\"260\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29\" src=\"http:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/cartolina_04.png\" alt=\"Ingresso\" width=\"247\" height=\"240\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">Il colle Cidneo \u00e8 conosciuto dai bresciani come <strong>Falco d&#8217;Italia<\/strong> per una leggenda che si perde nella notte dei tempi, che vuole un uomo tramutato in falco per avidit\u00e0 e destinato a custodire perennemente il mastio. Tale nome, unito al fatto che la numero 1 non avrebbe pi\u00f9 potuto lasciare il complesso, le fece assumere l&#8217;appellativo di <strong>Prigioniera del Falco d&#8217;Italia<\/strong>. Subito la curiosit\u00e0 dei Bresciani fu grande e durante le domeniche successive molti furono i pap\u00e0 che accompagnarono i propri figli a vedere questo &#8220;mostro&#8221; giunto sulla sommit\u00e0 dell&#8217;amato Castello.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-30\" src=\"http:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/cartolina_05.png\" alt=\"Cartolina\" width=\"560\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/cartolina_05.png 560w, https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/cartolina_05-300x205.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Ecco la numero 1 al termine del suo viaggio pi\u00f9 lungo. Da poco \u00e8 esposta nei giardini del Castello Cidneo a Brescia con l&#8217;appellativo di &#8220;Prigioniera del Falco d&#8217;Italia&#8221;. Da cartolina\/coll M.Bicchierai.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; il 2019 e cinquant&#8217;anni sono passati da allora, durante i quali \u00e8 stata amorevolmente accudita dai soci del Club che ancora oggi provvedono alla sua revisione annuale, che comporta la sistemazione delle parti danneggiate e la sua verniciatura, in modo da offrire sempre un&#8217;immagine degna di un mezzo che ha fatto la storia del trasporto in Valcamonica.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"justify\">Estratto dall&#8217;articolo di M. Bicchierai pubblicato sul <i>Bollettino FIMF n. 268<\/i> del 2007 \u2013 bimestrale della Federazione Italiana Modellisti Ferroviaria e Amici della Ferrovia alla quale il Club Fermodellistico Bresciano \u00e8 affiliato.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">Chiudiamo questa pagina di storia con una foto della numero 1 durante i festeggiamenti del settembre 2011 per il suo cinquantesimo anniversario di permanenza in Castello, circondata dai soci e dagli amici del Club che in questi anni se ne sono presi cura.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31\" src=\"http:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/gruppo_ai_50.png\" alt=\"50 Anni della 1\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/gruppo_ai_50.png 640w, https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/gruppo_ai_50-300x225.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"justify\">Il tempo per\u00f2 passa inesorabilmente anche per la nostra Locomotiva e quindi, a giugno 2024, grazie alle sinergie con l&#8217;Associazione Palcogiovani, parte una campagna di crowdfunding, messa allo studio fin dal 2022, che mira al restauro della Locomotiva, ormai bisognosa di profondo restauro dopo decenni di intemperie. Un grandissimo successo corona questo bellissimo e sofisticato progetto e finalmente, a maggio 2025, al termine di mesi di lavoro, viene &#8220;inaugurata&#8221; la nuova N\u00b01 restaurata. Nel sito, appositamente costruito, potrete visionare l&#8217;articolato e laborioso lavoro di tutta la campagna<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ScreenHunter-4405.jpg\" rel=\"lightbox[17]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"748\" height=\"714\" src=\"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ScreenHunter-4405.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1662\" srcset=\"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ScreenHunter-4405.jpg 748w, https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ScreenHunter-4405-300x286.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 748px) 100vw, 748px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-locomotiva-castello-di-brescia wp-block-embed-locomotiva-castello-di-brescia\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"ydMyk7bEjd\"><a href=\"https:\/\/www.locomotivabs.it\/\">Home<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Home&#8221; &#8212; Locomotiva Castello di Brescia\" src=\"https:\/\/www.locomotivabs.it\/embed\/#?secret=3KggqQAZ1J#?secret=ydMyk7bEjd\" data-secret=\"ydMyk7bEjd\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ScreenHunter-4404.jpg\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\" rel=\"lightbox[17]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"332\" src=\"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ScreenHunter-4404-1024x332.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1660\" srcset=\"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ScreenHunter-4404-1024x332.jpg 1024w, https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ScreenHunter-4404-300x97.jpg 300w, https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ScreenHunter-4404-768x249.jpg 768w, https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ScreenHunter-4404-1536x498.jpg 1536w, https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ScreenHunter-4404.jpg 1831w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/499991862_995844696047404_7140586202731250639_n.jpg\" rel=\"lightbox[17]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/499991862_995844696047404_7140586202731250639_n-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1664\" srcset=\"https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/499991862_995844696047404_7140586202731250639_n-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/499991862_995844696047404_7140586202731250639_n-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/499991862_995844696047404_7140586202731250639_n-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.cfb-brescia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/499991862_995844696047404_7140586202731250639_n.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il monumento alla locomotiva Da pi\u00f9 di 50 anni il piazzale del Castello di Brescia ospita il primo esempio di monumento ferroviario in Italia: la locomotiva Numero 1 della Ferrovia Brescia-Edolo. 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