Costruiamo il sottoppassaggio di Sellero 

Dopo aver illustrato la costruzione del fabbricato viaggiatori della stazione di Sellero passo a descrivere la realizzazione di un’altra importante opera che si trova sempre nella medesima località. Trattasi del sottopasso stradale che collega la statale della valle Camonica con l’ingresso per i mezzi gommati al laminatoio del gruppo ILVA . Esso è collocato nei pressi della stazione, proprio all’altezza dello scambio a y che collega l’asta di manovra che un tempo serviva proprio il vecchio stabilimento della Sidercamuna. In realtà dopo aver eseguito i rilievi in loco per la realizzazione del modulo della stazione, ho scoperto, perché ormai sia il binario di manovra che metà sottopasso è completamente ricoperto dalla vegetazione, delle vecchie strutture atte a un non specificato uso. Per cui suppongo che un tempo dovessero svolgersi operazioni più complesse di un semplice smistamento carri verso il vecchio laminatoio. Se qualcuno avesse pertanto informazioni in merito, mi contatti senza timore presso la redazione.  Prima di procedere alla descrizione costruttiva dell’opera, bisogna precisare alcuni aspetti, in quanto tutto ciò si può applicare su qualsiasi plastico che preveda un sottopasso. Osserviamo la realtà: le dimensioni devono essere tali che almeno un auto articolato possa agevolmente impegnare la struttura senza rimanervi incastrato, pertanto l’altezza della luce  non deve essere inferiore ai 4.5 mt . La larghezza della luce  deve essere anche questa di conseguenza non inferiore alla larghezza di un autocarro e cioè almeno di 2.80 . Pertanto,le misure minime della luce in scala HO, se vogliamo far transitare un autocarro, sono di mm.52 x 32 per carreggiata. Se volessimo una doppia carreggiata dovremmo raddoppiare la larghezza e se poi ci dovessero essere ai lati della stessa dei marciapiedi bisogna senz’altro allargarci ulteriormente. Esistono vari tipi di manufatti per la realizzazione di un sottopasso e cioè in pietra, in mattoni, misti pietra e mattoni, in calcestruzzo, in acciaio e in legno. Anche le forme e le dimensioni sono più che varie, si parte da semplici cunicoli alle moderne strutture in calcestruzzo. Non bisogna far altro che osservare con attenzione quel che vediamo nella realtà. Orbene il manufatto che troviamo a Sellero è realizzato in calcestruzzo con una piattabanda a platea sorretta da due spalle sempre in getto precedute da ampi muri di ala che fungono da sostegno al terrapieno della ferrovia. Per la realizzazione in HO si parte come nella realtà con un disegno quotato annotando spessori dei muri, della piattabanda, lunghezza e dimensioni dei muri di sostegno, luce utile e larghezza della sede ferroviaria.

A questo punto si disegnano le parti che comporranno l’opera su del compensato da 4 mm. che andremo successivamente a tagliare con il seghetto alternativo o con  il traforo.

Ora avremo i due muri di sostegno e spalle, la piattabanda e la sede stradale. Prima di unire le parti bisogna simulare il calcestruzzo e questo è stato fatto stuccando le parti in vista, con dello stucco per legno e precisamente della ditta Polyfilla . Io lo trovo presso l’OBI in tubi da 330 gr.. Ha il pregio di essere di una tonalità grigia molto simile al cemento, si stende facilmente con una spatola e poi si liscia con un grosso pennello bagnato d’acqua. Quando sarà ben asciutto con una matita tenera, si disegneranno i segni dei casseri che lasciano la loro impronta nel getto di calcestruzzo. Essi hanno una forma rettangolare che in scala HO e di circa 40 x 10 mm. Adesso procederemo all’assemblaggio unendo ai lati della sede stradale i due fianchi con colla e piccole viti, dopo di chè sormonteremo i muri con dei listelli di legno da 10x2 per dare spessore agli stessi. Per la realizzazione dei marciapiedi ho usato dei listelli di balsa 15x5 che ho incollato ai lati delle carreggiate contro i muri e le spalle,piegandoli al fine di seguire l’andamento del profilo stradale. Ho ripassato poi i marciapiedi e i listelli a coronamento dei muri con lo stucco, usando la tecnica già descritta.

Dopo di chè ho invecchiato il tutto con ossido nero in pochissima quantità servendomi di un pennello molto morbido. Per ultimo verranno collocate delle ringhiere in fotoincisione sia al lato della ferrovia, sia al marciapiede sotto la piattabanda. Spero che i disegni allegati possano aiutarvi nell’esecuzione dell’opera, che vi assicuro è più difficile a descrivere che da realizzare.

Il sottopasso ora è stato inserito nel modulo e aspetta di essere ammirato quando l’intero diorama sarà ultimato.

GIGINO CARMINE

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